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	<title>giornata della memoria Archivi - Marco Massa</title>
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	<description>Cantautore Italiano</description>
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		<title>Lettera a mio figlio da un figlio&#8230;</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Marco]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 27 Jan 2020 19:33:41 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Musica]]></category>
		<category><![CDATA[giornata della memoria]]></category>
		<category><![CDATA[Marco Massa]]></category>
		<category><![CDATA[Storie di note mai scritte]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Imparai presto nella mia vita a capire cos’era la Shoa, i campi di sterminio, i nazisti, l’orrore della guerra.</p>
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			<p>Imparai presto nella mia vita a capire cos&#8217;era la Shoah, i campi di sterminio, i nazisti, l’orrore della guerra.<br />
Quando ero bambino, avevo una passione smisurata per tutto ciò che era bellicoso, mi piacevano le divise, gli elmetti, i mitra e amavo travestirmi con questi “abiti” e giocare con altri bambini alla guerra: Americani, inglesi contro i tedeschi (così chiamavamo i nazisti, rendendoli con il gioco più umani).<br />
Ignoravamo tutto il dolore versato in quei lunghi 5 anni di barbarie, la supremazia e l’arroganza di un popolo contro la maggioranza dell’umanità.<br />
La mia famiglia era numerosa, eravamo in sette: nonna, mamma e papà, quattro fratelli, di cui io il più piccolo, quello che giocava da solo.<br />
Mi inventavo battaglie incredibili con i mie soldatini dell’Aerfix, c’erano tutte le armate possibili di qualsiasi nazione che partecipò in quegli anni al secondo conflitto mondiale.<br />
Insomma la guerra -non conoscendola- mi affascinava. Mi vedevo tutti i film possibili di quell&#8217;epoca. Ma i tedeschi erano la mia passione, non so bene il perché, forse la loro disciplina, le loro divise così ordinate &#8211; facevano anche un po paura- incutevano rispetto i loro simboli così suggestivi, facevano pensare ad un ordine superiore che avrebbe risolto i problemi del mondo.<br />
Nei film in televisione, ma soprattutto al cinema, si vedevano solo battaglie, sbarchi, imboscate, “i buoni contro i cattivi”. Penso che per un fattore estetico, era sicuramente così, subivo il fascino dei soldati tedeschi, ahimè i nazisti!<br />
Mio padre era uomo che la guerra la visse sulla sua pelle. Era stato partigiano nelle brigate badogliane con la mansione di staffetta, aveva come arma una Luger , una pistola tedesca, ma fu catturato da un manipolo di paracadutisti tedeschi, a sentir lui i più cattivi, in un fienile mentre dormiva. Venne picchiato perché reagì alla cattura e fu spedito immediatamente in un campo di lavoro nella Marche, vicino a Fano, dove lui tra l’altro in quel periodo viveva con sua madre e le sue due sorelle.<br />
Nel frattempo gli stessi nazisti bruciarono la loro casa. Dovettero sfollare senza i loro averi, e senza più alcuna notizia di Carlo, mio padre. Erano davvero disperati. <br />
Ecco mio padre mi raccontava di quei momenti, di cui non amava descrivere i particolari, che io insistentemente avrei voluto sapere. Mentre parlava il suo viso cambiava espressione, e suoi begli occhi azzurri si intristivano, allora diventava sbrigativo o cambiava argomento, come se volesse preservarmi dal dolore. <br />
Era preoccupato per questa mia passione per le cose di guerra. Una sera, nel dare la buonanotte a me e mio fratello Paolo, scoprì che sulla spalliera del mio letto avevo disegnato una piccola svastica. Vidi in lui, per la prima volta uno sguardo freddo e di rimprovero, e mi disse “l’hai fatto tu”? Gli risposi di si.<br />
Capii immediatamente di aver fatto qualcosa di molto grave. Andò via accigliato, e chiudendo la porta della camera, mi disse che a breve avremmo parlato dell’argomento. Dopo qualche giorno, una sera, dopo cena, mio padre mi chiamò e mi disse con aria seria di guardare insieme a lui un programma televisivo. Io acconsentii un po titubante, mi sedetti accanto a lui, che esordì dicendomi: “ora vedrai cosa hanno combinato i tuoi soldati tedeschi, che ami tanto!!!!!”<br />
Era un documentario sul nazismo e i sui campi di sterminio.<br />
Avevo otto anni. Da lì cambiò la mia vita e mi schierai fortemente contro quel popolo soggiogato dal pazzo criminale Adolf Hitler. Per mio padre, ne sono certo, non fu facile prendere la decisione di farmi vedere a quell&#8217;età delle immagini così forti e cruente, ma fu coraggioso e lo fece per amore di “verità”, l’unica Verità, e lo sarà sempre, finché ci sarà un giorno come questo: “il Giorno della Memoria”, da ricordare attraverso i libri e le testimonianze di persone che quello scempio hanno vissuto, come Liliana Segre, che ancora oggi parla ai giovani del coraggio, e dell’importanza di scegliere la libertà. <br />
Io, grazie a mio padre, ho scelto la Libertà.</p>

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		<title>Calma&#8230; sarà il dolore che diventa amore</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Marco]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 24 Jan 2020 16:27:02 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Musica]]></category>
		<category><![CDATA[giornata della memoria]]></category>
		<category><![CDATA[Marco Massa]]></category>
		<category><![CDATA[Storie di note mai scritte]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Calma<br />
Sei tu l’acrobata col tuo giovane cuore<br />
Ti alleni chiuso nella tua stanza<br />
Mentre un altro giorno muore<br />
E c’è chi inventa la tua vita   per te</p>
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			<p>Calma&#8230; sarà il dolore che diventa amore.</p>
<p>Il 27 gennaio, giorno della Memoria; i ricordi vanno alle pagine di storia lette, alle testimonianze, ai film, memoria di un periodo buio, la vittoria dell&#8217;aspetto crudele del genere umano. Per non dimenticare, questa giornata è stata designata dall&#8217;ONU come Giornata Internazionale della Commemorazione in memoria delle vittime dell’Olocausto; il testo di questa mia canzone, che canterò il 27 gennaio prossimo all&#8217;evento commemorativo del Teatro F. Parenti, a Milano,  vuole essere una dedica ed una testimonianza di come tanto dolore, possa diventare, nel tempo, amore&#8230;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Calma<br />
Sei tu l&#8217;acrobata col tuo giovane cuore<br />
Ti alleni chiuso nella tua stanza<br />
Mentre un altro giorno muore<br />
E c’è chi inventa la tua vita per te</p>
<p>Hai già visto tutto, e non hai mai cominciato<br />
Tutto è banale, quanto talento da consumare<br />
E sempre di di più avanti un’altra ed un altro ancora</p>
<p>Non credi che sia troppo &#8211; diventar vecchi a vent&#8217;anni<br />
Lascia stare<br />
Prendi il tempo &#8211; che ti serve</p>
<p>Calma&#8230; calma<br />
Come quando sei da solo e guardi il mare<br />
E il domani sarà tutto da rifare<br />
Ora accarezza il tuo dolore</p>
<p>Tuo padre non ti ascolta&#8230; C’ha altro da pensare<br />
Infondo puoi capirlo, vorrebbe solo il meglio<br />
Poi parla un’altra lingua<br />
Ma tu lo baci ancora sulla fronte /Prima di dormire</p>
<p>Poi mi domandi chi sono io<br />
E che ne posso sapere dei tuoi sogni<br />
Sogni maledetti sogni</p>
<p>Calma&#8230; calma<br />
La tua vita è una donna che ti guarda<br />
E ti danza intorno, alla sua maniera<br />
Se la fermi s&#8217;incupisce o si vergogna<br />
perché in quel momento<br />
sta accarezzando il tuo dolore</p>
<p>ma quale tempo perduto<br />
l&#8217;hai perso e ritrovato<br />
e tutti quei segreti mai detti per paura<br />
la verità di ognuno derisa e calpestata<br />
ma ora basta basta basta</p>
<p>calma calma ora calma<br />
anche se a volte provi un po di noia<br />
abbandona la paura e spicca il volo<br />
come in quella funivia con mio padre verso il cielo<br />
coi i suoi occhi che celavano un mistero<br />
eccolo lì tutto l’amore<br />
e quanto freddo ma quanto amore</p>
<p>calma calma ora calma<br />
è la calma che rivivo in quella foto un po sbiadita<br />
che mi porto sempre addosso in qualche tasca<br />
e la bacio ogni tanto quando son da solo<br />
che mi fa spiccare il volo<br />
sarà il dolore che diventa amore<br />
tutto il dolore che diventa amore<br />
sarà il dolore che ritorna amore</p>

		</div> 
	</div> </div></div></div></div></div>
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