Sarà un nuovo mondo…

Sarà un nuovo mondo…

Sarà un nuovo mondo…

E’ chiaro che non siamo mai preparati ad eventi di questo genere, perché non si ha mai il tempo di fermarsi, ormai in pochi hanno questo privilegio.
Per esempio, i  nostri politici, i governi, dovrebbero essere degli osservatori attenti, riflessivi, avere una visione mondiale di ciò che accade e soprattutto di quel che non accade.
Leadership significa anticipare, essere i primi a capire.
Questo, ahimè, il più delle volte non succede, la maggioranza di tutta questa “intellighenzia”, che da decenni imperversa nel nostro Paese, non pensa prima di parlare, ma quel che più è grave, è che non è preparata a situazioni di emergenza, ed è impreparata soprattutto culturalmente.
Da questo brutto e triste periodo, si potrebbe, una volta per tutte, resettare lo status quo politico.
Ma la politica siamo noi; siamo noi che dobbiamo cercare di capire chi siamo e cosa vogliamo da questo Mondo e per questo Mondo.

Soprattutto capire che cosa abbiamo lasciato sotto le macerie di questa pandemia, dichiarata a step, che con estrema velocità ha stravolto la vita di tutti noi.
La fretta non dovrà essere quella di tirare su le macerie, non è stata una guerra, non c’è niente da ricostruire, se non il proprio modo di essere e la visione globale del nostro pianeta.
Cito una vecchia canzone “pane e non parole, pane a sazietà”, questa dovrà essere la prima mossa per non entrare in guerra gli uni con gli altri.
Poi ci sarà bisogno di una nuova politica, occorrerà studiare per farlo, ”tutti a scuola”, ci si dovrà laureare in osservazione, riflessione, ascolto, lungimiranza, con la conoscenza della storia moderna ed antica.

Si dovrà uscire dalla SCUOLA con la qualifica di “persone che vogliono bene a questa terra”, insomma persone portate per la vera Politica, per questo delicato e meraviglioso mestiere che dovrebbe essere l’arte di ascoltare le pulsazioni di questo mondo malato.

 

 

 

 

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