L’altra notte vi ho contato…

L’altra notte vi ho contato…

L’altra notte vi ho contato...

L’altra notte ho fatto fatica a prender sonno, i miei pensieri viaggiavano tra visi, occhi, sguardi di persone a me care che non sono più con me in questa terra. Allora ho pensato di sfidare la memoria e di provare a ricordarmeli tutti, ma proprio tutti, incominciando a scrivere i loro nomi su un quaderno: papà, zio Lino, zia Anna, zia Buri, nonno Guido, nonna Lina, nonna Margherita eccetera eccetera… davvero tanti.. parenti, amici, artisti che mi hanno influenzato e che ho avuto l’onore di conoscere, insomma persone che per un verso o per l’altro hanno avuto a che fare con me.
E’ venuto fuori un numero, 39; mi sono detto:”cavoli! non ho più attorno a me ben 39 persone a cui ho voluto bene e che probabilmente a loro volta me ne hanno voluto”.

Avendo 56 anni posso dire che, evidentemente, per soli 14/15 anni della mia vita non ho avuto abbandoni? Allora ho pensato a mia madre, che, per fortuna, è ancora qui con me… Beh lei ha compiuto 93 anni e ha vissuto la guerra, nel 1945 aveva 19 anni.

Ho pensato:”allora lei dovrebbe triplicare o quadruplicare il mio numero 39? 156 persone che non ha più attorno a se”.

Certo, allora si moriva anche prima.. Quindi ho dedotto che io e mia madre conosciamo più persone che non ci sono più, che persone che ci stanno attorno in questo momento.
Non so perché mi vengono certi pensieri, a volte, ma ho capito che non mi fanno star male, mi fanno pensare alla vita e alla morte come se fossero parenti stretti, come poesia e musica.
La scienza studia da decenni come vivere fino a 120 anni, ma non va però di pari passo con la politica. Se dobbiamo stare tanto in questo mondo dobbiamo starci bene, non è così?

Quindi, mi domando, perché allungare la vita delle persone se non riusciamo a dare qualità a questa vita !!??
Eppure studiamo come curare l’anima, ma le guerre aumentano.
Va beh basta così, non è questo a cui volevo arrivare.
Ho capito solamente che in quel momento, mentre cercavo di ricordare quante persone sono mancate attorno a me, era come se volessi, per un po’, tenerle ancora in vita dentro di me, senza tristezza, ma sorridendo ai ricordi che mi hanno lasciato; è come se la loro aura mi stesse intorno per farmi star bene, e stranamente, così è.
Ecco perché vita e morte sono sorelle ed io le sento vicine 🙂

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