Il “Muro”del suono… assordante

Il “Muro”del suono… assordante

Il Muro del suono, dove rimbalzano i nostri desideri, assordante… oltre il “Muro”, questa si che è vita, la mia musica e il Silenzio…

Niente di grave, siamo in occidente, abbiamo un sacco di possibilità.

Signora mia, mio figlio è un vero talento, suona il pianoforte, ha appena compiuto 18 anni e si sta laureando al conservatorio e tra 2 anni in ingegneria, è fidanzato con una che è già alla seconda laurea.
Certo, prima o poi si sposeranno, ma non c’è fretta.
Troppi impegni con l’orchestra, l’università lo divora, ma, son certa, è proprio un bravo ragazzo, ce la farà, sì, come suo fratello che ora vive a Dubai, dirigente in una multinazionale.

Queste sono le conversazioni che risuonano in giro tra mamme (e papà) che “aspirano”, è come un “loop”.

Già, ed io chi sono davvero?!
E’ questa la mia vita? Laurearmi in pianoforte e magari essere un ingegnere che progetta ponti futuribili, sposarmi e avere al mio fianco una moglie super efficiente ed ambiziosa per poi fare, come se nulla fosse, figli super intelligenti….questa dovrà essere la mia vita di un bravo occidentale europeo?
Noi siamo tutto e il contrario di tutto, siamo il talento e la volontà personificata…ma davvero!!??

Già, quanta fatica ho fatto, quanto esercizio sui libri, quante rotture di coglioni, ma per chi?
Per me? O per te?
Per il pubblico che viene ad ascoltarmi tutte le volte che mi tocca suonare? Quanta fatica per chi? Per mamma, per papà, per mia moglie??
Forse per la musica… già per lei, la passione, il fuoco, l’ispirazione, il talento!
Ho sentito un giorno in radio uno che cantava “musica, io rispetto la tua storia”……Chissà se fino ad ora ho rispettato la mia ..!?

Ma chi sono veramente??
… il n’y a pas de problèmes, siamo Europei, i più fortunati, ma con il vizio di pensare troppo, sarebbe bastato un tantino di più, che la vita sarebbe andata diversamente? E il Muro del suono, così assordante, poteva diventare il giardino del silenzio, o, meglio ancora, la stanza della musica….

Cari amici, lo dico a bassa voce e con un po di vergogna:
Mi basterebbe starmene in vestaglia, sul terrazzo di casa mia a Rio de Janeiro, davanti al Corcovado, ad ascoltare, nel totale silenzio, il passaggio degli stormi di uccelli o dei pappagalli dai mille colori che si dirigono verso la grande foresta, per poi scrivere canzoni e poesie o ricercare suoni a ritmo di bossa, mentre mi dico …che musica ragazzi… che suono, oltre il “Muro”, questa si che è vita…. Silence!

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