Fermo immagine …

Fermo immagine …

Fermo immagine..
Oggi, stranamente, mi viene in aiuto, dal mio stato di prostrazione di quarantena, un filmato di un tempo assai lontano.
Chissà, potrebbe esser stato girato in una domenica qualsiasi, la città è NY ,il quartiere dovrebbe essere Brooklyn, l’anno il 1911.
Le persone appaiono calme, serene e la cosa che più mi colpisce è l’eleganza nei loro gesti e negli abiti, a fatica se ne coglie l’estrazione sociale.

Mi appare immediato il rispetto reciproco, chi a piedi, chi in calesse, pochi in automobile, le prime in uso a quei tempi. Le immagini che scorrono mi invogliano ad una calma interiore, che ora mi fa bene e mi porta ad una riflessione.
Spesso, in queste giornate, mi capita di guardare diversi film, anche gli ultimi usciti, ambientati ai giorni nostri.
I gesti, gli atteggiamenti della gente, i dialoghi, tutto mi sembra oramai alle mie spalle, cambio canale, cambio film, li cerco con scenari di epoche lontane ‘700, ‘800, primi 900, e mi sento meglio.

Rifletto. Dallo spirito di quell’epoca dovremmo ripartire, osservando i modi, e quell’eleganza di cui parlavo prima, come se tutto quel mondo, ormai perduto, fosse soltanto sopito, ma facesse ancora parte di noi, del nostro modo di essere.

Come un appuntamento dimenticato.

Siamo lontani anni luce dal sentimento, dal modo di vivere di quegli anni, che preludevano all’imminente catastrofe, la Prima Guerra Mondiale.
Ritorno al fermo immagine, lo intitolerei “Calma Apparente”. Già Calma apparente, probabilmente tutte quelle famiglie, nella loro bellezza, non avrebbero mai pensato al disastro che di lì a breve si sarebbe verificato.
Tutto accadde velocemente, e nel peggiore dei modi.
Eppure in quel fermo immagine si respira libertà, e si percepisce un amore così pudico ai tempi, traspare dai visi così limpidamente, forse anche per via dei colori sperimentati in pellicola, che mi avvicinano di qualche decennio e mi aiutano a capire meglio il loro vivere.
Poi il buio e le barbarie dittatoriali.

Ora, da più di 70 anni, una parte importante del nostro Mondo, ha indetto una irreversibile corsa verso l’inutile, verso una nuova distruzione globale inconsapevole, come un proclama dall’alto, un po’ come in questi giorni, che aspettiamo dal nostro Presidente del Consiglio “il proclama giornaliero”, le direttive, le regole comportamentali, sempre attenti a cogliere un po’ di speranza tra le sue parole.

Siamo diventati così delicati a forza di correre, nonostante tutti i rischi, il terrore per il nucleare, la bomba atomica, il terrorismo. Ma adesso è bastato un frammento di particella di RNA a metterci in ginocchio.

Mi verrebbe da dire, che qualcuno faccia un Miracolo, che ritorni tutto come prima, a volte mi affido persino a un gesto, un ‘iniziativa di Papa Francesco, quando cammina da solo per Via della Conciliazione mentre si reca nella chiesa del santo della peste, quella del 600.

Poi mi calmo.
Un giorno il mio amico Antonio Bosso, campione di parkour, mi disse: “ prima di fare un’acrobazia, ho bisogno di trovare la Calma interiore e poi via, come un uomo volante per i vicoli della mia meravigliosa città”.
La sua città è Napoli, quanto mi manca Napoli, prenderei subito un volo in libertà, per raggiungerla e immergermi nella sua bellezza.
Caro Antonio, ti ringrazio per per avermi ispirato; ho scritto persino una canzone intitolata “Calma”, che un giorno ascolterete nel mio nuovo disco.
Non so se dopo tutta questa buriana senza precedenti riusciremo a cambiare, se avremo il coraggio di dire Basta!
Basta alle corse frenetiche verso il nulla!

Sarebbe sufficiente accorgersi soltanto di noi, chiusi nelle nostre case, come la nuova “peste” impone. Basterebbe consapevolmente prenderci cura di noi e degli altri, come se fosse la prima volta nella storia, badare all’essenziale riconoscendo il superfluo, l’effimero.
Basta accorgersi, tutte le volte che usciamo fuori dai balconi per cantare a squarciagola “Azzurro”, che ora stiamo respirando un’aria più pulita, grazie ad una prima e preziosa presa di coscienza.

“Fermo immagine”.
Buona la prima, si riparte…. Calma, silenzio, Ciak si gira…giriamo un’altra storia.

 

 

 

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