MARCO MASSA UNA STORIA
DEGNA DI NOTE

Marco Massa è nato a Milano il 5 marzo 1963 (un giorno e vent’anni dopo Lucio Dalla), ma lui afferma di avere cominciato a vivere veramente solo nel 1973 quando imbracciò per la prima volta la chitarra con la benedizione di un’icona del jazz, Franco Cerri. Poi vennero il pianoforte e la tromba, che imparò a suonare da autodidatta. Da lì la sua strada fu tutta una lunga scala musicale, che lo ha portato a farsi le ossa in uno dei periodi storici di maggior fermento creativo.

Dal “Blue Note” di Milano all’“Alexanderplatz” di Roma, tanti i luoghi in Italia che hanno accolto le sue canzoni, confidenziali e dolci, ma allo stesso tempo energiche e coinvolgenti, sempre in grado di pizzicare le giuste corde dell’anima.

Il suo primo lavoro, “Come un Tuareg” del 1997, lo contraddistinse subito come un cantautore unico nel panorama musicale italiano. I seguenti CD, “Nelle migliori famiglie” (2007), “Sono proprio un duro” (2008) e “Io sono freak” (2011) hanno confermato e rafforzato quella sua vena poetica ed intimista che, negli anni, gli ha fatto guadagnare diversi riconoscimenti (Premio Musicultura, Premio Sergio Endrigo, Premio Franco Enriquez, Premio Taomoda Awards: Music & Social”).

Il critico musicale Vincenzo Mollica lo ha definito “uno dei migliori autori in circolazione”, che è salito sul palco assieme ad artisti del calibro di Francesco Baccini, Renato Sellani, Tullio De Piscopo, Armando Corsi e Tiziana Ghiglioni.

Dal 2012 al 2015 ha privilegiato l’attività live che lo ha portato ad esibirsi con successo in giro per il mondo.Da questa importante esperienza è nato il CD “A volte arriva il jazz”, registrato dal vivo presso il Blue Note di Milano nel 2013.

Nel 2015 è stata la volta di “Almost Chet”, uno spettacolo multimediale dedicato a Chet Baker e che ha conquistato il pubblico dei veri appassionati di jazz. Ma Marco non ama ripetersi ed ogni sfida che la musica gli lancia diventa per lui un nuovo modo di confrontarsi col suo pubblico.

Con questo atteggiamento e con una mentalità aperta alla ricerca e alla sperimentazione si è dedicato, nel 2015, alla scrittura di un paesaggio sonoro quale elemento fondamentale sul testo di “Clandestino”, opera teatrale rappresentata completamente al buio presso l’Istituto dei Ciechi di Milano, mix sonoro tra canzone d’autore, jazz, sonorità etniche ed elettroniche.

Oggi il presente e l'immediato futuro di Marco Massa è “Sono cose delicate”, nuovo album profondamente calato nella quotidianità e che già nel titolo prefigura una particolare attenzione a questioni che necessitano di cura e dedizione: la famiglia (Con il fiato corto), l'amore (Questa è per te), il rispetto di sé e degli altri (Fidati di te, Tutti a scuola), la celebrazione dei maestri (Pianista senza piano) e molto altro.

Importanti e numerose le collaborazioni che “Sono cose delicate” può vantare, come quelle di Nicola Stilo, Faso (di Elio e Le Storie Tese) e Greg Lamy. Il disco è disponibile, esclusivamente nell'elegante (e delicato!) formato vinile, dalla primavera del 2016.